Roma, perché?…..

Una delle cose più strane di questo campionato è stata senza dubbio l’incredibile discesa libera della Roma, iniziata ormai da un paio di mesi. I giallorossi rischiano adesso per davvero il posto Champions, cosa impensabile sia d’estate, quando la dirigenza sembrava aver allestito una squadra in grado di lottare fino alla fine per il primo posto, sia dopo l’ottimo inizio di campionato. Perché allora siamo arrivati a questa situazione? A mio avviso la crisi va spiegata in 3 punti, che passo ad elencarvi

1 – Il sentirsi arrivati

La scorsa stagione è stata ottima, anche e soprattutto per un motivo: le attese di piazza e società. Dopo vari tentativi di ricostruzione la stagione scorsa era partita addirittura con poca fiducia, preso un allenatore che sembrava un rincalzo dopo il no di Mazzarri (che scampata!!!), e con una piazza in subbuglio dopo il derby di Coppa Italia perso malamente con la coppa in mano ai cugini;il ritrovarsi primi in classifica con un buon margine sulla Juve seconda, la difesa impenetrabile ed un gioco spettacolo sembrava un sogno. E lo era, infatti la Juve ben presto si riprese la prima piazza, ma la Roma aveva dimostrato di potersela giocare con qualche accorgimento, ed il secondo posto con Champions diretta era stato comunque un risultato di rilievo. Quest’estate si sono fatti sforzi per rendere la squadra più competitiva, soprattutto Iturbe strappato alla concorrenza proprio dei bianconeri, e l’obiettivo è diventato dichiarato, lo Scudetto. L’inizio di stagione è stato ottimo, anche in chiave Champions. Ecco, a mio avviso l’errore è stato in quel preciso istante. La Roma si è sentita arrivata, pur non avendo in mano in questo anno e mezzo neanche un trofeo, ha pensato che le partite si vincessero con facilità, ha perso quella fame che aveva, che aveva dimostrato anche nello scontro diretto, perso anche per qualche errore arbitrale. E lì Garcia ha rincarato, dicendo che la squadra avrebbe sicuramente vinto il campionato. Errore pacchiano, perché invece di infondere sicurezza e consapevolezza, ha caricato la squadra di una responsabilità alla quale non era ancora pronta, e alle prime difficoltà, la squadra si è liquefatta. In poche parole la Roma DOVEVA continuare nel suo processo di crescita, non arrestarlo per l’OBBLIGO di vincere subito!

2 – La difesa che non c’è più

Ceduto Benatia, sfortunatissimo Castan, sempre rotto Maicon. Pensare che al posto di questi 3, Astori, Yanga-Mbiwa e Torosidis potessero far sembrare che non fosse cambiato nulla, è utopia. Non è andato male Manolas, ma anche lui ha dovuto fare i conti con l’infermeria troppo spesso. Yanga-Mbiwa a Newcastle non lo volevano vedere neanche più in cartolina, Astori è un bravo, onesto centrale italiano, ma gli altri sono un’altra cosa. Il capitolo Maicon è diverso, che sia stato il miglior terzino destro degli ultimi 10 anni non si inizia neanche a discutere, ma che l’età e gli acciacchi potevano portare a questo è innegabile. E anche il mai aver avuto Strootman per la fase difensiva è un fattore da non sottovalutare.

3 – Pilastri vecchi

Keita è stato spesso incensato di essere uno dei migliori, un carismatico, addirittura capitano dopo due leggende come Totti e De Rossi, seppur qui da pochi mesi. Ecco, questa è una cosa a mio avviso grave, perché se un 35enne seppur esperto ma mai campione, diciamolo, è il tuo miglior giocatore per rendimento qualcosa non quadra. Così come il capitolo Totti, non puoi dipendere da un Campione che ha la bellezza di 39 anni….. De Rossi stesso ha fatto più male che bene in questa stagione tornando sinistramente l’anonimo giocatore di due stagioni fa.

In conclusione, crollate queste 3 certezze, la Roma si è accorta che Gervinho senza una squadra che gira non è un fenomeno, che Iturbe è un giovane di belle speranze ma che ha ancora bisogno di crescere, che Pjanic (che ha grosse colpe intendiamoci perché non è neanche un suo lontanto cugino!!!) non ha ancora la continuità che deve avere un campione e non riesce a prendere la squadra per mano, finendo addirittura in panchina qualche volta, che Cole era meglio lasciarlo dove era… E si potrebbe continuare, perché poi quando la barca affonda, sembra tutto da buttare. E non credo che lo sia, come non credo che il progetto-Garcia sia finito, però, la Roma deve capire che l’obiettivo deve essere crescere, anche vincendo un’Europa League, mettendo così un primo tassello, perché non ne ha ancora messi, perché ha ancora quest’ancora di salvataggio, deve aggrapparcisi, e ripartire la prossima stagione con altra testa.

Riccardo Bartolommei