Pablito AIMAR, El Payaso

Pablito AIMAR, El Payaso

Pablito AIMAR, El Payaso

Pablo Aimar, Argentina 1979

Un calcio che amiamo e che seguiamo sempre con grandissima attenzione è sicuramente quello argentino, da dove arrivano spessissimo campioni che decidono Champions e Campionati. Ma i talenti che il calcio argentino produce sono infiniti, alcuni diventano TOP, alcuni non esprimono appieno il proprio talento, alcuni si perdono. Appartiene alla seconda categoria un giocatore che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. El Payaso Pablo Aimar. Ragazzo che è arrivato in Europa grazie al Valencia, 21,25Mln per strapparlo al River e a un calcio che ormai dominava. Pablo aveva 22 anni, la leggerezza in campo e la classe di un vero funambolo…. Gli inizi sono eccellenti, poi cominciano i problemi a quelle maledette caviglie, problemi che lo costringono a diversi, troppi stop. Stop che non gli permettono di esprimersi al meglio, la leggerezza diventa pesantezza. Vince 2 campionati strappandoli ai soliti Real e Barca, trionfa anche in Europa con la Coppa UEFA, sfiorando una clamorosa Champions persa con Raul Cuper ai rigori, contro il Bayern a San Siro. Con il Saragozza le cose vanno piuttosto male, e una squadra comprendente lui, D’Alessandro e Milito non evita la retrocessione, clamorosa. Aimar si rifà una vita in Portogallo, al Benfica, dove smazza assist a ripetizione e vince un altro campionato, con 4 coppe nazionali. Anche qui problemi alle caviglie che gli consigliano il ritorno in patria, nell’amato River! Ma il dolore è tanto, non passa, Pablito gioca solo una partita con i Milionarios, 16′ minuti per un sogno. Ne aveva un altro, giocare ancora una volta con il suo ex compagno con la maglia della Banda Javier Saviola, appena tornato alla corte del Muneco Gallardo (altro suo ex compagno). Non lo potrà realizzare, perché quelle caviglie, che non gli hanno permesso di essere ancora più grande, hanno detto STOP!!El Payaso è diventato triste, lo ricorderemo come uno che ha incarnato l’essere talento, di quelli che ti fanno sedere davanti ad una televisione, che ti fanno dire all’amico accanto “ehi guarda il 10, è forte…” anche se non l’hai neanche mai visto. Perché Pablito, non poteva non esserlo, non poteva non farti divertire, come un pagliaccio…..

Riccardo Bartolommei