L’importanza di chiamarsi Juve

La Juve ha sempre avuto un rapporto strano con la Coppa Campioni, o Champions League che dir si voglia. Tantissime partecipazioni, anche tante finali, poche vittorie, condite ahinoi da fatti brutti, troppo brutti per star qui a parlare di calcio giocato. Eppure, la magia che certe serate innescano, è sempre speciale. Mercoledì i ragazzi di Allegri hanno dato una lezione ad una squadra che fino pochi mesi fa era vicecampione d’Europa, battuta all’ultimo minuto da Robben (mica l’ultimo dei coglioni….) in una notte di maggio…. E ciò nelle imprese bianconere in Europa, negli ultimi anni scarseggianti, non può che occupare una pagina importante, perché lo 0-3 orchestrato magistralmente da un Tevez già capocannoniere con Icardi in campionato, e da un Morata che ingigantisce il vivaio Spagna di quei floridi anni, è stato netto, e brillante anche agli occhi dei non tifosi bianconeri. Perché certe serate amplificano la magia, e anche se speri in un passo falso, non puoi che rimanere rapito da quel che vedi. Una Juve camaleontica, che si difende in modo efficace a 4 grazie al filtro dei corridori di centrocampo con due centrali che la difesa tanto cara a Sacchi l’han sempre mal digerita (Bonucci, mai un mastino sull’uomo, e Chiellini, mai una cima nelle diagonali), e che sa passare a 3 dove tutti sanno alla perfezione quel che devono fare compreso il lungodegente Barzagli, tornato efficace per la bisogna nel momento decisivo della stagione. Vidal sta crescendo, pur essendo lontano dal campione ammirato anni addietro, se poi Tevez è questo e Morata dimostra che è un giovane che vale i 20 milioni pagati, beh, sognare non è così lontano dalla realtà, se si pensa che l’avversario dei quarti è il Monaco che sembra qui quasi per caso. Quali sono le prospettive di questa Juve dominante in Italia ma spesso lontana da fasti europei?…. Non resta che sentire cosa ne pensano i nostri utenti! Nell’attesa, complimenti!

Riccardo Bartolommei